N°163 Dicembre
LOCALI
Spirito. The right one anima le notti di Brindisi
Manuela Caspani
“ E ravamo quattro amici al bar che volevano cambiare il mondo…”: suonava così una vecchia canzone di Gino Paoli. Un testo che racconta di sogni e aspirazioni e che i fondatori di Spirito. The right one , american bar nel centro di Brindisi, riportano alla mente. In questo caso gli amici in realtà sono tre, che una decina di anni fa, a cena in un ristorante in città, hanno condiviso idee e desideri dando inizio a quello che sarebbe diventato il progetto Spirito . “Avevamo tutti una forte vocazione all’ospitalità, appassionati e con formazione comune presso la stessa scuola per bartender -ricorda Francesco Puce- A Brindisi non esisteva una miscelazione di ricerca e così abbiamo deciso di provare a riempire un vuoto aprendo un american bar”. Piace immaginarli a discutere e prendere appunti, magari su qualche tovagliolino di carta! Quale format? Quali bicchieri? Solo miscelazione o anche ristorazione? E dove? Quanta innovazione e quanta tradizione? Botti gliera? Bancone? Nulla è stato lasciato al caso, ma Francesco e soci si sono distinti per la capacità di essere elastici. Fermi nelle proprie idee, ma in grado di rispondere alle esigenze di un territorio, ai cambiamenti di gusto delle persone, all’espandersi o ritirarsi di tendenze culturali o economiche. Qualità che ha permesso a Spirito , dal 2017 a oggi, di essere un luogo di riferimento sia per la clientela cittadina che per quella di passaggio, fino ai turisti delle navi da crociera. “Abbiamo sempre avuto una convinzione: la nostra volontà di rappresentare innovazione non doveva renderci un locale con la puzza sotto il naso, ma un luogo pop, per tutti -continua Puce- Un luogo di persone che stanno con altre persone. Un luogo che sia per chi entra una finestra di piacevolezza sul mondo”. Inizialmente abbracciano la strada del cocktail bar classico, rinunciando alla ristora zione, sintetizzando l’after dinner style dei locali internazionali più in voga e l’eleganza suadente del bar d’hotel: “Anche dopo l’apertura abbiamo continuato a formarci, viaggiando insieme pro prio per osservare i concept di maggior successo,
Tre amici danno forma ai loro sogni con un american bar che coinvolge cittadini e turisti. Un luogo pop che cambia nel tempo e introduce nuovi elementi come l’offerta food
convinti che non ci si debba mai sentire arrivati”. Nel 2018 Londra era un modello imprescindibile, ma la volontà era declinarlo nel nostro territorio e in una città che, in quegli anni, attraversava un momento difficile dal punto di vista turistico”. Le parole di Francesco sono sempre modeste e misurate, un atteggiamento di umiltà che condivide con Mattia Sacco e Nicolò Mele, ma la verità è che il loro lavoro è stato per certi versi rivoluzionario; hanno osato un cambiamento e hanno aperto la strada ad altri. È ciò che ha permesso a Spirito. The right One di adottare sempre l’atteggiamento giusto nel corso del tempo. Dopo la pandemia, ad esempio, la consapevolezza che il clima fosse cambiato ha portato a soddisfare la necessità della clientela di trascorrere la serata dove si era anche cenato. In effetti, la location, a pochi passi dal famoso Teatro Verdi, monumento cittadino, era in origine proprio occupata da un ristorante, ma i tre, coerenti con il concetto di american bar, hanno mediato proponendo un’offerta che va dai club sandwich ai buns, dalle insalate ai fin ger bites. Un menu dai toni internazionali che cambia ogni tre mesi e che, in occasioni speciali, si apre a proposte estemporanee. In realtà da
È nato dopo lunghe chiacchierate tra amici un american bar in sintonia con i clienti, capace di cambiare a seconda del momento e delle tendenze: ecco Spirito, frutto anche dei viaggi di aggiornamento e dello studio dei tre soci, un locale che a Brindisi rompe gli schemi e osa un cambiamento
90 Food&Beverage |dicembre 2025
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