N°163 Dicembre
SPIRIT BARMAN
Masiero da Londra a Milano in cerca di nuovi goal
Manuela Caspani
M arco Masiero è una delle anime del Lubna di Milano, un locale che Marco ha visto nascere e amato fin da quando era solo un progetto. Del resto chi meglio di lui avrebbe potuto cogliere la sfida, considerando che mettersi in gioco è stato il motore di tutta la sua carriera? Non tanto per spirito di competi zione, o per importanza data a titoli e classifiche, ma per la curiosità che lo distingue. Uno spirito avventuroso, poco interessato a calcoli e progetti a lunga scadenza eppure forte di una concretezza basata sul duro lavoro, sulla puntigliosità con cui affronta le occasioni. Si definisce un professionista dell’ospitalità atipico, forse perché alle Superiori la sua passione era quella della carpenteria, settore in effetti poco alla moda tra i ragazzi. “Ogni estate lavoravo in cantiere -ricorda- mi ha sempre attirato cimen tarmi in lavori manuali, mi piace costruire e non mi spaventa la fatica fisica”. In effetti, dopo il diploma la breve esperienza lavorativa in campo assicurativo non rappre sentava la sua massima aspirazione, tanto che appena si è presentata un’opportunità è partito per Londra. Anni in cui, intorno al 2012,
Inizia come lavapiatti nella capitale britannica e scala gerarchie. Poi cambia locali e città per arrivare al Lubna dove si rimette in gioco quando del locale esisteva solo un progetto sulla carta
lavapiatti, ma l’aspetto straordinario della men talità londinese sta proprio nel riconoscimento di ogni ruolo, nell’ottica di una meritocrazia che riconosce a tutti la possibilità di crescere -rico nosce Marco- A Londra investono sui dipendenti, su chi dimostra intraprendenza: a questa fiducia devo il fatto di essere diventato presto head bartender”. Premiato per l’abnegazione al lavoro già dimostrata da studente: Masiero è uno che non si tira indietro e non teme le ore di lavoro. A Londra rimane qualche anno, cambiando però struttura e, come dice lui, sempre intorno allo scoccare dei due anni, quasi come se una sorta di richiamo scandisse la sua carriera. Un uomo che ha bisogno di stimoli e “nuovi goal” e coglie al volo le opportunità. Inutile sottolineare che per appagare una forte curiosità è necessaria anche un po’ di “scomo dità”, così che Marco Masiero ha al suo attivo tante nuove aperture, attirato (“forse anche in modo un po’ masochista”, scherza) dal rischio che comportano. Londra e le strutture con cui si è confrontato ne hanno affinato e definito gusti e passioni: la sintonia con la cultura giapponese, ad esempio, si addice al suo carattere e ben traduce un’unica tipologia, passato dai roof top agli speak easy, dai cocktail bar dall’aura più classica ai locali pop in una miscellanea di esperienze professionali altamente formative. Dopo Londra torna a Bergamo, poi vola a Ibizia e poi di nuovo a Ber gamo, per rispondere infine alla chiamata milanese: un’altra sfida, una nuova avventura. Del resto il sogno nel cassetto che confessa è proprio di non avere rimpianti. Coraggioso, ma mai avventato. Concreto e lucido nella sua creatività. E (anche se non ama parlare dei traguardi) tanta solidità ha determi nato i successi. Non ultima la vittoria niente meno che alla Campari Bartender Competition. esempio, si addic il suo rig tempo un’u top dal in u prof Do poi vol gamo, per milanese: un’alt Del resto il sogn proprio di non a mai avventat creatività dei trag nato i niente Compe il suo rigore professionale. Allo stesso tempo può vantare il non definirsi in
orno al 2012, amava irsi e
la capitale britannica richiamava molti giovani decisi ad aprirsi una strada: “Ho iniziato come Yogurt Toreador 45 ml Tequila Volcan de mi Tierra 1,75 ml Acquavite di Albicocca 15 ml Cointreau 20 ml Lime yogurt Tierra cca
Garnish: Olio alla brace Bicchiere: Coupette Metodo: Shake & fine strain n
88 Food&Beverage |dicembre 2025
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