N°163 Dicembre
più emblematici è il Dromësat, definito spesso “il cous cous italo-albanese”. La preparazione è un rito: la farina viene stesa su un grande taglie re, bagnata con gocce d’acqua spruzzate con un ramoscello di origano -un gesto che ricorda la benedizione del cibo- e lavorata fino a formare piccoli grumi. Questi vengono setacciati a mano e poi cotti direttamente in un sugo di pomodoro per pochi minuti, girando lentamente per man tenerli separati. In tavola arrivano guarniti con salsiccia fresca al peperone crusco e, a piacere, una spolverata di pecorino. Non sono certo meno identitari gli Strangule me Nénezë (il piatto dei pastori), dei cavatelli al sugo di pomodoro, ricotta fresca e foglioline di amaranto, un’erba spontanea primaverile rac colta e conservata sotto vuoto per tutto l’anno. Tra i secondi spicca invece il “capretto lattante al tegame”, cotto in acqua, olio e alloro per due ore abbondanti, fino a ottenere una carne tenera e profumata. Il menu si arricchisce poi di piatti come i Maccheroncini al ferretto con carne di maiale, le Tagliatelle al baccalà con mollica di pane raffermo tostato al pepe rosso e la colazione del pastore a base di uova strapazzate, peperoni e cotiche di maiale, che racconta la semplicità energetica del mondo contadino. Infine, un dolce dal volto più familiare: la signora Anna, moglie di Filardi, prepara personalmente il Krustull , una specialità italo-alba nese a base di farina, zucchero, uova e cannella, fritto in olio d’oliva. Viene servito con marmellata di piretto (la limetta calabrese), zucchero a velo e mosto cotto: un concentrato di sapori antichi che chiude il pasto con grazia. Il Ristorante Kamastra produce anche due liquori che hanno radici nel territorio: l’Amaro alle erbe e il Piretto, ricavato dalla limetta calabrese, un agrume affine al bergamotto e al limone, coltivato da secoli nella Piana di Sibari. La buccia sottile e profumata lo rende perfetto per liquori e mar mellate: gli spicchi, sbucciati e spellati, diventano confettura morbida e delicata, capace di esaltare dolci, gelati e formaggi tipici.
Il custode della tradizione in cucina è lo chef Francesco Algieri che in menu ha piatti tipici come il Dromësat, detto cous cous italo-albanese, che prevede una preparazione con la farina stesa su un tagliere e bagnata con gocce d’acqua spruzzate con un rametto d’origano, lavorata per formare piccoli grumi poi setacciati. In alto, il Krustull, dolce tipico a base di farina, zucchero, uova, cannella, fritto in olio d’oliva, guarnito con marmellata di pinetto (limetta che ricorda il bergamotto) e accompagnato da mosto cotto; sotto, il Capretto al tegame con origano e polvere di peperone crusco
Ristorante Kamastra piazza Municipio 4 87010 Civita (Cs) tel. +39 0981.73387 kamastra.net
75 Food&Beverage |dicembre 2025
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