N°163 Dicembre
NAPOLI
Al Seafood Sixtynine il baccalà alla vesuviana Rossella Cerulli N orvegese a metà. La citazione musicale è d’obbligo: perché l’altra, di metà, è tutta mediterranea, per la precisione napoleta Grazie a un’imprenditrice norvegese plana
na. Katharina Diana Mosseng è così, imprenditrice scandinava di stanza sotto al Vesuvio. Dove per amore approdò anni fa, decidendo di fare la spola tra sole di mezzanotte e o’ sole mio partenopeo. Senza mai tralasciare la sua attività di famiglia: visto che i Mosseng, da più generazioni, produ cono e commercializzano stoccafisso e baccalà a Mortsund, nelle isole Lofoten, 200 chilometri a nord del Circolo polare artico, patria dell’oro bianco per eccellenza: che solo qui può fregiar si del marchio Igp. “I miei genitori possiedono un allevamento di salmoni dagli anni ’80 e solo successivamente abbiamo ripreso la produzione di stoccafisso dei nostri nonni e bisnonni -spie ga Mosseng- Le Lofoten, infatti, grazie a un mix perfetto di sole, vento, pioggia e neve, sono il luogo ideale, da aprile a giugno, per una lenta essiccazione all’aperto: il nostro risulta così un prodotto naturale al 100%”. Ogni anno, a queste gelide latititudini, si ripete infatti una sorta di pesca miracolosa: perché il merluzzo selvaggio artico si sposta, da gennaio ad aprile, dal mare di Barents per riprodursi proprio nelle acque delle Lofoten. È il pregiatissimo skrei, il pesce viaggiatore, dalla carne bianca e compatta, la cui pesca è regolata dal governo norvegese con un rigido sistema di quote per garantire il mantenimento degli stock ittici. Quote per azienda non a caso ridottesi fino al 70% in tre anni, per assicurare prelievi sostenibili, minacciati anche dai cambienti climatici e dall’innalzamento della temperatura delle acque. Forte dunque dell’esperienza familiare (ma anche dell’apertura a Mortsund di un centro di forma zione, acquacoltura e produzione di salmone, stoccafisso e baccalà, il Lofoten Seafood Center, con tanto di ristorante annesso), lo scorso anno Mosseng ha inaugurato a Napoli, al Vomero, un locale nuovo di zecca, il Seafood Sixtynine (dal nume ro della zona di pesca assegnata): e cioè un light
dalle isole Lofoten sul capoluogo campano il pregiato skrei, il pesce viaggiatore. Che nel light restaurant con la chef Rossella D’Avino si incrocia con pomodoro, olive e capperi
restaurant dove gustare prodotti ittici norvegesi in salsa partenopea, in un’originale fusion con la tradizione. Ma anche dove acquistare ottimi baccalà, stoccafisso e salmone garantiti dal mar chio Seafood from Norway. Una variazione sul tema dell’ennesimo sushi bar? Assolutamente no: bensì un locale di cucina veloce, fast sì, ma di altissima qualità. “Le nuove generazioni sono state abituate male, non conoscono i prodotti di qualità e così non apprezzano il baccalà per via del suo cattivo odore -spiega Mosseng- Ma il baccalà fresco, naturale, privo di conservanti e non trattato con gli sbiancanti non emette alcun odore, anzi profuma. Purtroppo sul mercato il grande competitor del baccalà è il merluzzo salato, il light salted, prodotto completamente industriale nel quale la salagione viene iniettata con siringhe e poi surgelato, realizzato soprattutto in Spagna e in Islanda, dalla preparazione più veloce e dai costi notevolmente più bassi. Mentre il vero baccalà
Il Seafood Sixtynine è un light restaurant che propone prodotti ittici norvegesi uniti alla tradizione culinaria napoletana. Baccalà, stoccafisso e salmone sono garantiti dal marchio Seafood from Norway. Un locale di cucina veloce, ma con prodotti di qualità che arrivano dalle isole Lofoten, l’ambiente ideale per la lenta essiccazione all’aperto del pesce
66 Food&Beverage |dicembre 2025
Made with FlippingBook Ebook Creator