N°163 Dicembre

mare e l’intensità dell’entroterra del Friuli Venezia Giulia. Accanto a queste proposte, corre in paral lelo una carta dei vini che mette in primo piano le etichette regionali e i piccoli produttori della zona, bilanciata con proposte nazionali e internazionali di vini fermi e bollicine di aziende note. La sala, affidata alla regia di Gianluca, completa l’esperienza con professionalità e discrezione, mantenendo quel calore umano che solo le gestioni familiari sanno trasmettere. Un indirizzo gourmet che ha fatto della coe renza e dell’identità la propria forza: opus loci di una regione di confine che assimila, integra e si fa interprete di contaminazioni virtuose. In tutti i sensi. Al Vitello d’Oro questo spirito si traduce in un equilibrio sottile tra radici e apertura, tra la solidità friulana e la curiosità verso l’altrove. È il riflesso di una terra che ha sempre vissuto l’in contro con il prossimo (per definizione proprio in termini geografici, di prossimità) come occasione di crescita, scambio e arricchimento. La cucina di Massimiliano Sabinot è la sintesi più alta di questa riuscita osmosi: un linguaggio che dietro ai fornelli e in tavola parla l’idioma friulano, impastato di lingua slovena, influenzato da accenti mediterra nei e aperto alle suggestioni internazionali. Ogni piatto diventa un dialogo, una trama, un racconto composito, una voce corale in cui gli ingredienti locali incontrano altre influenze, senza tuttavia mai perdere la rispettiva identità. La sala, con la sua accoglienza di charme, tra specchi, luci soffuse con sospensioni dorate e per sonale sorridente, rispecchia questo intreccio di culture e sensibilità: precisione nordica e calore latino, misura e umanità, eleganza e spontaneità. Il risultato è un’esperienza che non si limita al gusto, ma abbraccia tutti i sensi, un’armonia di sapori, luci, forme, gesti e parole che raccontano il Friuli Venezia Giulia nella sua pronuncia più alta e nella espres sione più vera: quella dell’incontro, in un calibrato mix di eleganza, tradizione e misura, che fa sentire ogni ospite parte di una lunga storia. Ancora oggi scritta ogni giorno, piatto dopo piatto.

Massimiliano in cucina e Gianluca in sala proseguono la tradizione di famiglia con i necessari cambiamenti. Nel 2019 hanno ristrutturato il Vitello d’Oro che continua ad avere il pesce come protagonista in un dialogo tra mare e territorio. Tra i piatti, Datemi una sarda (acqua di cetriolo, pomodorini, burrata affumicata e sarda piccante), sopra, il Salmerino alpino (salmerino in carpione, burro di acciughe, crema di avocado, limone di Mentone, crudo di zucchine e cetrioli), a sinistra e, sotto, Evola, cremoso al cioccolato bianco e olio evo, brunoise di verdure allo sciroppo, gelato ai chiodi di garofano e acqua di clementine

Ristorante Vitello d’Oro via Erasmo Valvason 4 33100 Udine tel. +39 0432.508982 vitellodoro.com

51 Food&Beverage |dicembre 2025

Made with FlippingBook Ebook Creator