N°163 Dicembre

FRIULI

Dal 1849 a Udine il pesce si trova al Vitello d’Oro

Germana Cabrelle

A dispetto del nome, il locale della famiglia Sabinot propone piatti di mare come il Risotto con scampi cotti e crudi, bisque di crostacei e polvere di cappero. Un indirizzo gourmet che ha fatto della coerenza e dell’identità la propria forza

U dine è una città che unisce sobrietà mit teleuropea e calore friulano, tracce di Roma antica e splendori della Serenissi ma Repubblica di Venezia. Conquista con la sua eleganza silenziosa, l’ordine e la compostezza. Ha un ritmo lento, raccolto e meditativo, quasi nordico; ma dietro l’apparente riservatezza c’è un variegato mondo di iniziative culturali e una vivace e calda vita universitaria. Soprattutto, a Udine c’è un angolo in cui il tempo si è fermato e, al contempo, si rinnova ogni giorno. Al civico 4 di via Erasmo Valvason, proprio nel centro storico del capoluogo friulano, il ristorante Vitello d’Oro continua a raccontare una storia che parte da lontano -precisamente dal 1849- quando aprì le porte conquistandosi il titolo di locale più antico della città. Oggi, dietro ai fornelli e tra i tavoli, batte forte il cuore della famiglia Sabinot, custode di un’eredità che profuma di mare e dedizione. E che è entrata a buon diritto nelle segnalazioni della Guida Michelin. Tutto ebbe inizio nel 1964, quando Antonio Sabinot entrò in servizio al Vitello d’Oro come cameriere. Detto, fatto. Quello che allora era già conosciuto come “il ristorante di pesce di Udine” diventò presto la sua casa e la sua passione. Con il significativo contributo della moglie Gigliola, Antonio

lo trasformò presto in un punto di riferimento per gli intenditori di una cucina elegante e sincera, dove il gusto e il buon gusto si accompagnano a cura dei dettagli e cortesia. Nel 1991, il testimone passa ai figli Massimiliano e Gianluca Sabinot: il primo ai fornelli, il secondo in sala. Insieme man tengono viva la memoria familiare, aggiornandola con sensibilità contemporanea. La ristrutturazione architettonica dell’edificio, avvenuta nel 2019, ha donato un nuovo senso estetico a un’anima antica e verace. Gli ambienti, pur rispettando i volumi originari, hanno acquisito linee sobrie e moderne, luci delicate e un’atmosfera che sa essere raffinata senza ostentazione. È il luogo ideale per un pranzo d’affari o una cena romantica, ma anche per chi cerca semplicemente un momento di bellezza nel cuore della città. Nonostante il nome, al Vitello d’Oro è il pesce a regnare sovrano. E anche con nomi simpatici in lista, tipo: “Datemi una sarda!” o “Salmerino alpino”, ma anche “Ricciola d’estate” o “Ricciola alla mia pizzaiola”. Perché la cucina di Massimiliano Sabinot è un dialogo in prima persona tra mare e territorio, tra memoria e ricerca e ogni suo piatto racconta questa filosofia meglio di qualsiasi manifesto: una sinfonia di consistenze e temperature, cromatismi e sapori che restituisce al palato la freschezza del

Situato nel centro storico del capoluogo friulano, il Vitello d’Oro è il ristorante più antico della città, visto che è stato fondato nel 1849. La storia della famiglia Sabinot inizia nel 1964 quando Antonio Sabinot entrò in servizio come cameriere per poi diventare proprietario del locale, trasformandolo in un indirizzo gourmet raffinato e accogliente, tra luci soffuse, specchi e sospensioni dorate

50 Food&Beverage |dicembre 2025

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