N°163 Dicembre
RISTORANTI
Il Giappone a Napoli celebra la Ruri Experience
Donatella Bernabò Silorata
C ’ è un angolo di Napoli, nel cuore di Chiaia, che parla la lingua del Sol Levante. Che bisogna cercare, perché è uno di quei posti quasi segreti, che non urlano. Si trova alla fine dell’antico vicolo di Santa Maria Cappella Vecchia, appartato e solitario, eppure a pochi passi dalla vivace piazza dei Martiri, simbolo del quartiere rinomato per i bei palazzi Liberty, il lungomare e le boutique storiche. È qui che l’imprenditore Giovanni d’Alessandro ha dato forma e sostanza al suo sogno: portare un po’ di autentico Giappone a Napoli, aprire un ristorante che potesse offrire la migliore esperienza di cucina nipponica in città. Ci ha messo più di un decennio, ma di ristoranti alla fine ne ha aperti due ed entro fine anno aprirà anche il primo e unico Ryokan a Napoli. Tre indirizzi, uno a pochi metri dall’altro, che celebrano estetica, rituali e sapori giapponesi con assoluto rigore. È la Ruri Experience . Tutto inizia ad aprile 2024 con l’apertura della prima insegna, Ruri Izakaya , la classica osteria informale giapponese: solo otto posti, il bancone con la griglia di Yakiniku a vista e una cucina -curata oggi dal giovane Luigi De Martino- che si concentra su piatti popolari come ramen, gyoza, katsusando e yakitori. Sei mesi dopo, sul marciapiede di fronte, apre Ruri Kaiseki ispirato al tradizionale rito giapponese del pasto composto da tante piccole porzioni, che ogni chef prepara al momento secondo il proprio stile, e considerato l’espressione più alta e raffinata di tutta la cucina giapponese. Due ristoranti, due volti di un progetto che ha avuto una lunghissima gestazione. “Fu fatale il mio primo viaggio in Giappone -racconta Giovanni d’Alessandro- ho sempre avu to una passione per il cibo, la materia
L’ imprenditore Giovanni d’Alessandro, folgorato dal Sol Levante, ha aperto, nell’elegante quartiere Chiaia, due locali che offrono l’autentica cucina giapponese: Ruri Izakaya e 5XUL .DLVHNL E a breve arriverà anche Ruri Ryokan
a studiare, conoscere, approfondire e soprattutto a costruire relazioni solide e fiducia con i piccoli produttori e i migliori fornitori giapponesi. I grandi progetti si costruiscono con passo lento: d’Ales sandro non ha lasciato nulla al caso. Per il design GHJOL LQWHUQL KD FKLDPDWR OR VWXGLR 7DNHGD .DWVX\D Design che, tra elementi tradizionali nipponici ed estetica moderna, ha realizzato per Ruri Kaiseki un locale che evoca profondamente l’essenza del Giappone. Materiali, illuminazione e soluzioni di arredo trasportano gli ospiti in un luogo come sospeso dove si perde la dimensione del tempo e dello spazio. Un unico lungo bancone in rovere, ricavato da un tronco di quattrocento anni, lavo rato a mano, ospita dodici commensali. Dietro al bancone si muove con silenzio e precisione il maestro Yanagi Hiroshi, 64 anni, arrivato a Napoli GD .\RWR LQVLHPH DOOD PRJOLH 0L\DNR FKH ª SUHVHQ]D di eterea eleganza e bellezza in sala. Dal mese di ottobre, ad affiancare il maestro Hiroshi c’è lo chef napoletano Angelo Giugliano, classe 1994, già chef presso Ruri Izakaya . Varcare la soglia di Ruri Kaiseki è entrare nel tem pio della cucina giapponese più autentica: colori scuri, luci basse, mise en place essenziale e realiz zata su disegno esclusivo. Il menu di 16 portate è un viaggio sensoriale, le ritualità di gesti e sguardi, l’equilibrio tra sapori caldi e freddi dettano il ritmo. Tecniche di fermentazione, affumicatura e frollatura si alternano. La filosofia del Kaiseki viene esaltata in ogni aspetto: dall’estetica delle presentazioni alla scansione temporale delle portate, in un incontro di
Dopo circa 10 anni di studio, nel 2024 Giovanni d’Alessandro apre Ruri Izakaya con lo chef Angelo Giugliano, napoletano, che porta nel progetto la sua esperienza di cucina ancestrale maturata al Noma di Copenaghen. All’apertura dell’Izakaya segue pochi mesi dopo quella di Ruri Kaiseki dove si celebra il rito della cena tradizionale giapponese, composta da tante piccole portate, che combina estetica, stagionalità e sapori
rigore culturale e ricerca tecnica. Giugliano ha portato al kaiseki la sua esperienza di cucina ancestrale maturata prima al Noma di Copenaghen dal 2021 al 2023, poi quello
prima di eccellenza, ma quel viaggio fu una folgorazione che ha cam biato in maniera definitiva il mio approccio al cibo, la mia idea di eccellenza”. Da quel viaggio sono passati quasi quattordici anni e tanti altri viaggi, anni spesi
dello stellato Contami nazioni , nel vesuviano. Due chef, due teste e quattro mani per una proposta di cucina ine dita, in cui il Giappone
48 Food&Beverage |dicembre 2025
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