N°163 Dicembre

2019 è il più grande millesimato che ho vissuto, un’annata superiore: malgrado il forte caldo, ha mantenuto una grande freschezza, un equilibrio perfetto, un’elevata concentrazione, alte acidità. Per vendemmiare abbiamo aspettato la perfetta PDWXUD]LRQH WHFQLFD H ȴVLRORJLFD ª VWDWR WURSSR facile fare quel vino -aveva detto divertito- Sul piano tecnico non c’era molto da fare”. Nell’attesa di degustare Dom Ruinart 2019 (occorrerà ancora tempo) è stato assaggiato Dom Ruinart Blanc de Blancs 2013, uno Chardonnay plasmato dal tempo. “Una cuvée di Dom Ruinart è un’opportunità rara per scoprire l’impronta GL XQD VSHFLȴFD DQQDWD LQ XQ %ODQF GH %ODQFV eccellente. Il 2013 è stato caratterizzato da una vendemmia molto tardiva che ha portato allo Champagne maggiore freschezza e aromi tostati HVDOWDWL GDOOȇDɝQDPHQWR FRQ LO WDSSR LQ VXJKHUR -aveva spiegato Panaïotis- Negli ultimi decenni il periodo della vendemmia è cambiato notevol mente e spesso inizia ad agosto: il 2013 è stato un’eccezione, con una vendemmia molto tardi YD DXWXQQDOH LQL]LDWD D ȴQH VHWWHPEUH 4XHOOD dell’invecchiamento di Dom Ruinart, iniziata con l’annata 1998, con il tappo in sughero, invece di utilizzare tappi metallici, è stata un’intuizione degli Chef de Caves degli anni ’90. Al momento del OD GHJXVWD]LRQH QHO OD GL΍HUHQ]D ª VWDWD VLJQLȴFDWLYD OH ERWWLJOLH FRQ LO WDSSR LQ VXJKHUR avevano prodotto un vino più compatto, con un ulteriore strato di complessità. Tutte le successi YH FXY«H GL 'RP 5XLQDUW KDQQR SRL EHQHȴFLDWR di questo nuovo savoir-faire”. Dom Ruinart Blanc de Blancs 2013 è stata la seconda annata di Dom Ruinart, dopo il 2010, imbottigliata con il tappo in sughero e ha confermato la validità di questa scelta: “Con un periodo di invecchiamento di circa GLHFL DQQL LO VXJKHUR R΍UH XQD VRWWLOH GLPHQVLRQH X

Il sito storico della Maison vanta un labirinto di 8 chilometri di Crayères medievali punteggiate da spettacolari cave di gesso profonde fino a 35 metri, in cui affinano gli Champagne. Sopra, Caroline Fiot, la nuova Chef de Caves che entrerà in carica il 1° gennaio 2026 e porterà avanti l’eredità di Frédéric Panaïotis, avendo lavorato al suo fianco fin dal 2016. Qui accanto, Dom Ruinart Rosé 2009, avvolgente e setoso, dal finale deciso e intenso prolungato da un’asprezza delicata e da una fine effervescenza

41 Food&Beverage |dicembre 2025

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