N°163 Dicembre

CALENDARI

Consigli, meteo e ricette è l’Almanacco di Barbanera

Rossella Cerulli

Da 265 anni racconta come è possibile vivere meglio attraverso storie in cui il cibo, le erbe spontanee e i consigli pratici di cucina hanno un ruolo importante. E per il 2026 diventa vegetariano

M olto più di un calendario, bensì un vero simbolo della cultura popolare italiana. Al punto da meritare per l’Unesco, nel 2015, l’inclusione nel Registro della Memoria del Mondo, Memory of the World . Torna puntuale come ogni anno, in edicola, in libreria e in rete l’ Almanacco di Barbanera , l’annuario più amato della penisola, con consigli di buon vivere, previsioni meteo e astrologiche, lunario biodinamico e ricette di stagione. Filo conduttore del 2026: gli animali selvatici che abitano le nostre città. Per imparare a conoscere (e custodire) abitudini e caratteristiche di ricci, gheppi, volpi, istrici e rospetti, silenziosi coinquilini di un’ “animalopoli” parallela che i nostri occhi distratti non vedono mai. Figura enigmatica di metà ’700 Barbanera fu, con ogni probabilità, un monaco filosofo di Foligno che, abbandonato il convento, si fece eremita per dedicarsi allo studio degli astri e dei segreti della natura per trasfonderli in previsioni e consigli pratici. Fu così che, alla fine del 1761, al mercato cittadino un venditore ambulante iniziò a diffondere un almanacco di “santi, fiere, tempo e lune” attribuito a un erudito dalla barba nera. Almanacco che, a distanza di 265 anni, in un mix di scienza, tradizione, pratiche agricole, cucina e astrologia non ha mai smesso di uscire, nemmeno durante le due guerre mondiali. Star di ogni mese un’erba spontanea, un frutto, un ortaggio, accompagnato da una ricetta, ma anche da consigli pratici di cucina (come ad esempio

rendere più arioso un impasto o più creativo un brodo vegetale). Ricette quest’anno vegetariane, per nutrirsi in modo semplice, sano e sostenibile. Il tutto senza mai cadere nel banale e sempre nel segno di una curiosa utilità. Ma nell’era dei social e del web ha senso affidarsi ai consigli di un almanacco cartaceo? “La rete offre di tutto, in tempi infinitesimali, da qualsiasi luogo, con lo spirito del catalogo, non del narra tore -spiega Luca Baldini, direttore editoriale di Barbanera - Il nostro lavoro è quello di ridare senso alle connessioni che legano cose e storie lontane tra loro, tessendo un arazzo il cui valore non è nei fili che lo compongono, ma nella ricchezza del disegno che vanno a formare. Offrendo un modo semplice per star bene ogni giorno dell’anno. Il cibo, poi, è la nostra espressione più alta di civiltà. Tutto discende da lì. Dal vino, dal pane, dall’olio, dalle lavorazioni sempre più elaborate di carni e verdure. Le ricette che proponiamo nell’ Almanacco sono frutto di questa consapevolezza e seguono una narrazione che dall’orto arriva in tavola, pas sando per il racconto delle peculiarità che quel cibo ha espresso nei secoli. È questa prospettiva a renderle moderne, vere, reali. Leggere l’ Almanacco è riaccostarsi alla semplicità con meraviglia e voglia di sperimentarsi in qualcosa di nuovo che, però, ha un retrogusto antico di cura e attenzione. E il pubblico ci dà ragione, perché il Barbanera entra oggi in molte più case di trenta anni fa e i nuovi lettori sono sempre più under 40”.

Barbanera era un monaco filosofo divenuto eremita, vissuto a metà del Settecento, che si dedicò allo studio degli astri e dei segreti della natura per trasfonderli in previsioni e consigli pratici. Oggi, star di ogni mese del suo Almanacco è un’erba spontanea, un frutto, un ortaggio, accompagnato da una ricetta, ma anche da consigli pratici di cucina

27 Food&Beverage |dicembre 2025

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